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Full text of "La tempesta azione fantastica coreografica"

TEATRO REGIO 



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Torino 1869 

TIPOGRAFIA TEATRALE DI R. SOM 

Via Carlo Alberto JY. 22. 




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AZIONE FANTASTICA COREOGRAFICA 



IN CINQUE ATTI DIVISI IN OTTO QUADRI 

per le scene 

DEL TEATRO REGIO 



DAL COREOGRAFO 



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tagione di Carnevale 186 



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CON MUSICA ESPRESSAMENTE COMPOSTA 



da! Maestro 



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TIPOGRAFIA TEATRALE DI B. SOM, VIA CARLO ALBERTO, TL 



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Tolsi il pensiero di questa mia nuova Composizione co- 
reografica dal sublime dramma fantastico di Shakespeare 
La Tempesta. 

Me felice ed orgoglioso, se ancor questa volta avrò saputo 
meritarmi quel benigno compatimento, di cui codesto colto 
Pubblico mi fu sinora generoso. 



PASQUALE BORRI, 



Digitized by the Internet Archive 
in 2012 with funding from 
Brigham Young University 



http://archive.org/details/latempestaazioneOObaur 



PERSONAGGI REALI 



►XKoo- 



Prospero, Duca di Milan 
Antonio, suo fratello . 
Alonzo, Re di Napoli . 
Fernando, suo figlio . 



o * 



Cuccoli Angelo 
Venanzio Giovanni 
Turbini Luigi 
Pulirti Ferdinando 



Miranda, figlia di Prospero . Demonte Delfina 



Trigulo, buffone 



Mendez Jose 



Gentiluomini - Cavalieri e Dame - Maschere - Marinai 

Soldati - Popolo 



PERSONAGGI FANTASTICI 



■OO'^OO- 



Genio Supremo Belloni Guglielmo 

Ariella Laurati Emilia 

Sicorace Gwghini Augusto 

Caliban Burzio Felice 

Mirtina Camandona 

Geni eletti - Geni inferiori - Abitatori dell'Isola fantastica. 



QUADRO PRIMO 

Reggia del Genio Supremo. 

Coro di Geni eletti. 

Dall'etereo tuo soglio, 
Sfolgorante, omnipossènte, 
Volgi il guardo tuo fremente 
Sulla gleba del mortai: 

Dei sicari il ferro un empio 
Del german sul capo incita, 
E o;Tinvola colla vita 
Il domìnio ducal! 

Così una schiera di celesti Spiriti annunciano 
all'Ente Supremo un misfatto che avviene sulla terra, 
e invocano dall'alta sua giustizia la protezione per 
l'oppresso e la punizione del reo. 

A un segno del gran Nume si squarcia una nube 
al disotto del sommo trono, e si scorge il seguente 
quadro: Antonio attenta ai giorni del fratello Pro- 
spero, duca di Milano, che a stento riesce a salvarsi. 

L'indignazione del Nume è all'estremo. La reggia 
trema dei fulmini dell'ira sua e le falangi dei Gen 
ne rimangono atterrite. Ei chiama a sé Ariella, cui 
fidata è in i-special modo la vigilanza sali' opre dei 
mortali. Le volge rimprovero di quanto avviene e 
la esorta a provvedere immantmenti alla dovuta 
riparazione, onde sier.o annichiliti gl'indegni ed 
esaltati i giusti. E perchè le sia più agevole il com- 
pimento d'opra sì solenne, il gran Nume consegna 
ad Ariella un talismano , che le trasmette ogni 
sovra naturale potere. 

I Geni tutti, onorando la magnanimità del celeste 
loro Sire, si abbandonano a generale tripudio, si- 



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curi dell'opra vittoriosa che il Genio dell'aere sta 
per compiere, ridiscendendo sull' orbe umano. 



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QUADRO SECONDO 

Interno d'una rustica cavernosa dimora, con rozzi ar* 
redi, e diversi {strumenti di alchiminia e di astro- 
nomia. 

Prospero, forzato all'esigilo, in preda ai più. tristi 
pensieri, si affatica invano col soccorso della scienza 
per rilevare il proprio futuro destino e strappare 
alla natura il possente mezzo di renderla sommessa 
al proprio volere; Caliban suo schiavo, specie di 
bruto, che sotto deforme sembianza umana asconde 
spirito maligno, è ai di lui fianco, astretto ad. ob- 
bedirlo, ma pronto in ogni possibile modo a recargli 
danno. 

Mentre Prospero, scoraggiato va a riposarsi sopra 
una panca, appare Ariella. 

Ella scorge il misero vecchio, e sogguarda con 
sorriso di compassione i libri e gli oggetti di studio 
e di vana speme dell'afflitto. 

Prospero la vede: 

— Chi sei taf 

— Un essere che intende proteggerti. 

— Proteggermi? Ohi tu ignori quanto io sia sven- 
turato. 

— Ignorare io! Osserva. 

E a un cenno d'Ariella apparisce sull'oscura parte 
un'iscrizione, che allude allo sgraziato avvenimento 
dello spodestato e profugo duca. 

A quella vista Prospero rimane attonito, ma il 



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suo fronte si rasserena, poiché l'anima sua si allegra 
di più sicura speranza. 

Indigene donzelle gli arrecano preziosi alimenti e 
fragranti fiori, mentre il benigno Genio scaccia lungi 
l'abbietto Caliban. 

Giunge Miranda, la quale fuggendo dalle folli per- 
secuzioni del buffone Triculo, vola fra le braccia del 
padre. Triculo, per distorta nella sua solitudine dai 
cupi pensieri, la assedia di mille bizzarrie, e le pro- 
testa comicamente amore. 

Essa lo deride e si toglie dal seno un medaglione 
in cui è scolpita l'effige di Fernando, il figlio di 
Alonzo, che fu sempre oggetto della sua più ardente 
passione. 

Prospero comunica alla figlia che un essere on- 
nipotente Io protegge, e potrà forse in breve ritor- 
narli al bel cielo natio, riacquistando felicità e 
splendore. 

— Se così fosse! esclama nel suo giubilo Miranda. 
Io potrei riveder il mio Fernando, potrei divenire 
sua sposa... 

— FernandoI II figlio del complice del mio iniquo 
fratello? No, mai. 

Miranda cerca placare il padre, che nel suo sdegno 
duramente la respinge. 

Quand'ecco che ad interrompere questa scena, 
appare Sicoraoe, la strega che agognava colle sue 
malie al possesso dell'isola in cui Prospero si è ri- 
fugiato, e che ora si vede minacciata dal di lui potere. 

La vecchia inveisce con parole contro Prospero 
assicurandolo dà sapere sventare ogni suo scongiuro; 
infuriato egli si avventa sopra la maliarda, la quale 
sparisce, per ritornare in breve, precipitandosi sopra 
Miranda, come se volesse sull'innocente fanciulla 
sfogare la propria vendetta; ma ecco Ariella che 



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fulminandola del suo sguardo la obbliga ad allonta- 
narsi precipitosamente. 

Miranda,, riavendosi dal suo spavento, ringrazia 
l'Essere protettore, che la accarezza e la abbraccia. 

Triculo, ancor tutto pauroso, esce dal nascondiglio 
in cui erasi rifugiato, quand'ecco avanzarglisi in- 
contro una piccola vecchierella, la quale non è altro 
che un gemette, ohe si prende, per capriccio d'Ariella, 
a scherzarlo. Giunge Prospero ad annunciare alla 
figlia, quanto i dati della sua scienza gli presagiscono 
negl'imminenti destini: i suoi nemici sarebbero in 
breve spinti dagli irati elementi a implorare da lui 
stesso aiuto e protezione. 

Ma scorgendo Ariella, che già aveva schernito alla 
di lui fiducia nella sua scienza, rimane incerto e 
temente di non essersi troppo presto abbandonato 
a fallace speranza. 

Ariella l'assicura dicendogli: 

— Chi ti parlò è la voce del vero. Or dunque, 
confida in essa, e guarda. 

QUADRO TERZO 

La scena si «palanca e si vede il mare, che co- 
mincia ad abitarsi e va sempre più terribilmente 
infuriando. Un bastimento vien sobbalzato dalle tre- 
mende onde e minaccia a imminente rovina. Su 
quel naviglio stanno Antonio, Alonzo e Fernando. 
La burrasca è in tutto il suo furore. Infine, un 
fulmine porta l'incendio sullo sfortunato legno, che 
sbattuto contro i marosi si spezza, si sfascia ed è 
ingoiato dall'implacabile elemento. Marinaj e pas- 
seggieri tentano salvarsi a nuoto. 

Miranda che ha riconosciuto il suo amante cade 
svenuta al suolo. Prospero, di tutto dimentico, corre 
con Triculo a prestar aiuto ai naufraghi. 



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QUADRO QUARTO 

La scena ritorna come prima. 

Visto deserto l'abituro, Caliban si avanza guar- 
dingo e timoroso. Scorgendo Miranda, un'infernale 
idea gli suggerisce d'impossessarsene, ma la sua 
stessa vile natura lo rende incerto eli porre in ese- 
cuzione l'infame pensiero. Sicorace si presenta e 
incoraggia il figlio a rapire la fanciulla, sendochè 
una tal opra li vendica di colui che li rese servi 
ove potrebbero imperare. Nel mentre Caliban sta 
per obbedirla, Miranda rinviene e scorgendo i due 
mostri che stanno per afferrarla, getta un grido e 
fugge da essi. Ma già dessi la raggiungono e mal- 
grado i suoi sforzi ella cadrebbe in loro potere se 
Ariella non si presentasse a liberarla. 

— Esseri d'Averno! guai a voi! — grida loro il 
Genio. — Io vi sarò sempre a voi dinanzi ad an- 
nientare i vostri vili progetti. 

Caliban e la madre fuggono imprecando al destino. 

Miranda si getta riconoscente ai piedi del possente 
suo protettore. 

Prospero ritorna incerto della sorte dei pochi 
naufraghi, che sparsi, uno da una parte ed uno 
dall'altra, giunsero a grave stento a salvarsi sugli 
scogli della spiaggia. 

Miranda, dopo di avergli accennato quanto le 
avvenne, gli dimanda se fra i salvati sarebbero 
alcuni di coloro ch'egli conosce..... ma Prospero 
lo ignora. 

Ecco Triculo che si avanza sorreggendo un giovine 
gentiluomo, estenuato, affranto, per la lotta soste- 
nuta contro i nemici flutti. Miranda corre a prodi- 
gargli cure... ma qual'è la sua meraviglia, la sua 
gioia nel riconoscere Fernando! 



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Questi pure la fissa, la riconosce, e i due giovani 
si gettano nelle braccia l'uno dell'altra. 

Fernando le racconta come il padre lo volesse 
sposo ad una principessa straniera, e ch'egli troppo 
memore della sua Miranda, che ancora non sapeva 
credere estinta, aveva risolutamente rifiutato, ma che 
poi le replicate istanze, e l'assicurazione eh' ella 
non era più, l'avevano indotto ad acconsentire al 
volere paterno, e che quindi imbarcatisi per andar 
a raggiungere la principessa nelle sue terre, sorpresi 
furono dalla fiera burrasca, che aveva fatta vittima 
la più parte dell'equipaggio, ed egli stesso è in 
pena pel proprio padre. 

Al sentire nominare gli autori della sua sciagura, 
Prospero si riaccende di sdegno, e quasi su Fernando 
stesso vorrebbe far piombare la collera sua: ma 
Miranda lo difende, e il padre a forza la trae seco 
onde disgiungerla per sempre dall'amante. Fernando 
cade affranto a terra nel massimo della costernazione. 

Ariella compassionevole s'avvicina, lo solleva, lo 
incoraggia. Ma il giovine è in preda ad una alluci- 
nazione mentale. Egli chiama aita da quell'essere 
ignoto, che sta a lui dinanzi, e nel cui incantevole 
sorriso pargli leggere dolce promessa d'ineffabile 
speme... e infatti l'affascinante sguardo di Ariella lo 
ammalia sempre più, ed ei la segue come vinto da 
irresistibile attrazione. 



QUADRO QUINTO 
L'interno dell'isola. E notte. 

Caliban e Sicorace hanno progettato una terribile 
vendetta, e si concertano sul modo di porla in ese- 
cuzione. Ariella conduce quivi Fernando, 



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— Ove mi trascini tu? Questo luogo è deserto, 
e nulla vedo che possa interessarmi. 

— Un momento, e vedrai più di quello che puoi 
immaginarti. 

Infatti, come per incanto, le balze si scoprono , 
e sovr'esse si scorgono, come immersi nel sonno, una 
moltitudine di strani abitatori. 

Il quadro diventa sempre più animato e grandioso. 
Prospero si presenta in regale divisa, quale domi- 
natore di quella turba di esseri fantastici, la quale 
si mostra a lui sommessa, ed obbediente ai suoi 
cenni tripudia al di lui trionfo. Anche Triculo si 
presenta festoso, ed Ariella stessa si compiace in- 
trecciar danze con esso. Fernando rimane attonito 
e sbalordito. Caliban e Sicorace si rodono di rabbia 
e corrono a realizzare l'infernale piano. 

Finalmente Fernando si prostra a Prospero im- 
plorando perdono di colpe, di cui esso è innocente, 
e chiedendo la mano di Miranda, ch'egli giura d'a- 
mare eternamente. 

L'animo generoso di Prospero sta per pronun- 
ciare quella parola che deve far felice il giovine 
sventurato, quando d'improvviso il vivo bagliore 
d'alte fiamme riflette tutto intorno la sua sinistra 
luce, alte strida risuonano d'ogni parte e destano 
ovunque terrore e scompiglio. 

Galiban e Sicorace, autori dell'incendio, approfit- 
tano del generale disordine per rapire Miranda che 
intendono sacrificare alla propria vendetta. 

Ariella finalmente appare, e colla sovranaturale 
sua spada tronca l'effetto dell'opra malefica. 



— 14 — 

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QUADRO SESTO 
Parte più remota dell'isola. 

* 

I selvaggi abitatori di questa fantastica regione, 
scampati all'incendio, si rifugiano in questo luogo. 

Antonio e Alonzo, che vanno incerti in traccia di 
Fernando e di un asilo, s'incontrano nei selvaggi, 
i quali vorrebbero farli loro preda; ma i due prenci 
li tengono in rispetto colla loro spada. 

Affannato giunge Triculo, in cerca di Miranda, e 
si vede a un tratto circondato dai barbari. Se ne 
spaventa e cerca fuggirli, ma indarno. 

Buon per lui che il rumore di passi di qualcuno 
che sopraggiunge, chiama l'attenzione dei suoi per- 
secutori. 

Caliban e Sicorace traggono seco Miranda svenuta. 
Essi credono d'essere giunti alla sospirata meta delle 
loro brame e già ne gioiscono trionfanti. 

Miranda si scuote e cerca svincolarsi da quei 
mostri. 

Triculo è disperato di non poter recar soccorso 
all' adorata figlia del suo benefattore; Ma Fernando 
sopraggiunge e colla spada alla mano minaccia di- 
sperato di morte Caliban, la strega e i loro parti- 
giani. Colto da improvviso pensiero, Caliban, per 
disfarsi più prontamente del nemico, ed assicurarsi 
la propria vittoria, corre al vertice d'una vicina 
rupe vulcanica onde impossessarsi d'alcuni fiori fatati, 
che sono per lui possente talismano, ma al momento 
di toccarli, la rupe si squarcia e ingoia Caliban e la 



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megera, mentre al momento istesso in celeste aureola 
appare la divina Ariella. 

Con benefico sorriso essa riassicura i due amanti 
promettendo loro felicità eterna. 

Ma a turbar il principio eli questa ambita felicità, 
si presentano Antonio e Alonzo. 

Fernando è ben gioioso di rivedere il genitore, 
ma questi gl'impone di seguirlo per adempiere la 
sua parola colla principessa che dev'essere sua fi- 
danzata. Il giovine si rifiuta, e sta per giustificarsi 
presentando loro Miranda, quando Prospero appare. 

Alla di lui vista Antonio ed Alonzo sono com- 
presi di stupore e terrore. 

Antonio crede dapprima di trasognare, indi si 
prostra ai piedi del tradito fratello. 

— Fratricida! — gli grida Prospero. — Tu mi to- 
gliesti il trono e mi minacciasti la vita, ma ora sei 
in mio potere, e potrei schiacciarti come vile insetto, 
e vendicarmi del tuo delitto. 

Ma Fangelico soffio d'Ariella ispira al nobile Pro- 
spero, che il perdono è la vendetta più gradita 
alla Divinità; Antonio gli promette di cedergli l'u- 
surpato dominio..... infine, vinto dalle preghiere 
della figlia e di Fernando, Prospero riabbraccia il 
fratello e stende la mano ad Alonzo. 

Ariella promette di ritornarli alla loro patria, e 
tutti partono felici e giulivi. 

Triculo appare sulla rupe in cerca dei suoi cari 
e scorgendo tutti partiti si crede abbandonato in 
quell'isola di paurel Ma Ariella, che ritorna, riden- 
dosi della sua disperazione, lo -rassicura e lo trae 
seco lei a raggiungere la regale comitiva, 



— 16 — 



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QUADRO SETTIMO 

Piazza iti Napoli, messa a festa. Vista del Vesuvio. 

E giorno di Carnevale. 

Il Popolo è festoso per il ritorno del suo Signore. 
Un colpo di cannone fa correre tutti alla spiaggia. 
Tratto da Ariella Triculo è il primo a porre il piede 
a terra, annunciando l'imminente approdo del legale 
corteo. Infatti Alonzo e Fernando, Prospero e Miranda, 
Antonio e il seguito, passano in mezzo al popolo 
esultante ed entrano nel palazzo reale. 

Ariella, sotto volgari spoglie, abbandonasi a spen- 
sierata allegrezza, e dà con Triculo esempio di gaie 
danze. 

Prospero e Alonzo in pompose vesti ritornano in 
mezzo alla folla per presentare a tutti il quadro fe- 
lice di Miranda e Fernando congiunti in dolce vin- 
colo d'imeneo. 

Ma in questo mentre il fumo del Vesuvio prende 
grandi proporzioni e invade la scena, per diradarsi 
in breve a poco a poco, presentandosi il seguente: 

QUADRO OTTAVO 

L'Eliso della Giustizia. 

Ariella, circondata^ dai Geni, mostra che la Giu- 
stizia sarà sempre trionfante. 

A tale visione Prospero si prostra a terra, e tutti 
seguono il suo esempio. 

Quadro e fine.